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RELAZIONE PRESIDENTE CONASFA
Dott.ssa SILVERA BALLERINI

Buon Pomeriggio a Tutti.
Come Presidente CONASFA desidero ringraziare a nome di tutta la Federazione per l'invito a questo confronto, che segna un importante cambio di rotta e cioè il riconoscimento dell’importanza del ruolo della componente maggioritaria e meno rappresentata della categoria: il farmacista collaboratore e il mio breve intervento si concentrerà su questa figura con le sue potenzialità e le sue criticità.
Il ruolo del “farmacista collaboratore” nel corso degli ultimi decenni è stato percepito e trattato come figura secondaria e marginale rispetto al farmacista titolare. È anche una definizione molto limitativa, perché all’interno del “sistema salute” non esiste adesso solo la Farmacia territoriale infatti possiamo esprimere la nostra professionalità anche in altri ambiti. Abbiamo affrontato questo tema con la Federazione dei nostri Ordini cercando di capire in quali altri contesti, oltre quelli attuali, il farmacista possa compiere il proprio ruolo di professionista della salute.
Rafforzando il ruolo del farmacista con tutte le sue competenze sul farmaco, si può produrre non solo occupazione ma risparmi per il SSN in termini di razionalizzazione sull’utilizzo dei farmaci, evitando errori prescrittivi ed un loro uso improprio, riducendo le spese di ospedalizzazione. Si tratta sicuramente di esperienze già fatte, ma che devono essere strutturate all’interno del Sistema Sanitario.
Il neo ministro della Salute Roberto Speranza nella bozza del nuovo patto della salute con nostra soddisfazione ha ribadito il ruolo centrale della Farmacia dei Servizi e questo fa ben sperare nel nostro futuro di professionisti.
Il titolo del convegno calza molto la situazione e il sentire dei Colleghi, che da qualche tempo chiedono il riconoscimento delle proprie competenze in qualità di esperti del farmaco.
Troppo spesso il farmacista collaboratore è stato considerato solo un costo e un fardello necessario, qualcuno ha pensato di farne a meno con il ben noto fenomeno dei camici neri, sacrificando la professionalità in favore del profitto e innescando un grosso problema a livello nazionale: l’abuso della professione, ancora oggi presente in modo preoccupante.
Diventa, alla luce di quanto ho detto, necessario porre l’attenzione su due aspetti fondamentali: la professionalità e la tutela dell’indipendenza del professionista.
La professionalità dipende dal rispetto del Codice Deontologico e dalle conoscenze, perché è da queste che derivano le competenze, senza le quali il ruolo del farmacista rischia di scomparire riducendolo a semplice figura di "distributore" del farmaco.
CONOSCENZE che richiedono tempo, formazione e informazione qualificata. Sulla qualità dell'aggiornamento e formazione istituzionale un passo avanti credo sia stato fatto, grazie al lavoro della FOFI svolto negli ultimi mesi che ha messo in campo molti strumenti che tutti noi dovremo gestire applicandole poi nella vita professionale. Vedremo i risultati nei prossimi due anni.
Teniamo presente che la CONOSCENZA non è statica, anzi è molto DINAMICA e nel tempo anche la formazione da parte delle Aziende Farmaceutiche ha spostato l’attenzione dall’oggetto della vendita alla consulenza del professionista per rispondere alla richiesta da parte del paziente/cliente di un rapporto sempre piu qualificato e personalizzato.
I concetti di marketing, seppur importanti, non devono prevaricare gli aspetti fondanti la nostra professione: la capacità di ascolto, il consiglio professionale la Farmacovigilanza, la verifica dell’aderenza terapeutica, ad altre esperienze importanti quali il I-MUR.
Per acquisire conoscenze e per poi esercitarle abbiamo bisogno di tempo: Kronos e Kairos. Non si tratta quindi di stabilire semplicemente la quantità di tempo che il professionista dovrà dedicare alla formazione, ma bisogna pensare anche alla qualità
del tempo impiegato nell’attività formativa. Tutti sappiamo che un aggiornamento relegato sistematicamente alle tarde ore serale o nei fini settimana, spesso non  risponde a un "percorso di qualità e rappresentano un danno non solo per il farmacista, ma anche per l'azienda.
Diviene quindi importante trovare modalità e risorse per organizzare i tempi di lavoro e per riconoscere le conoscenze e le competenze acquisite dal professionista.
Ci sono contesti sicuramente in difficoltà ma per evolvere bisogna INNOVARE ed INVESTIRE.
Tecnologia, servizi, ma soprattutto le risorse UMANE e PROFESSIONALI non sono "capitolati" di poco conto o da considerare con superficialità.
Quanti imprenditori farmacisti e non (penso alle farmacie del capitale) in questi anni hanno giocato ad abbassare i costi puntando sui finti stage o sugli apprendistati sostituendo i colleghi più esperti con neo laureati, considerando i collaboratori come intercambiabili, senza comprendere che la preparazione, la competenza, l’esperienza sono il valore aggiunto da offrire al cittadino.
Riteniamo che strumenti contrattuali appropriati e rispettati possano dare valore effettivo al lavoro ed al ruolo dei Farmacisti Collaboratori e che siano fondamentali per fornire stimoli e favorire il rilancio dell’azienda, a beneficio di tutti e per avere una positiva e continua evoluzione.
Altro tema caro al farmacista collaboratore è quello della tutela della propria indipendenza e professionalità. Molti farmacisti dipendenti si trovano nella condizione di dover consegnare farmaci senza la necessaria prescrizione e non sempre si tratta delle emergenze previste e normate dalla legge.
Al di là dalle analisi sulle cause di questo fenomeno, che non si possono affrontare in questa sede, un valido aiuto potrebbe essere la ricetta elettronica. La tracciatura completa del farmaco, un controllo più rapido ed efficiente di quanto dispensato permetterebbe di smascherare molti abusi. Resta per noi quindi poco comprensibile la resistenza manifestata da una parte della categoria all’estensione della ricetta elettronica a tutti i farmaci con obbligo di prescrizione.
Vorrei trattare adesso e brevemente l'aspetto della retribuzione del farmacista e sottolineo FARMACISTA e quindi non solo del collaboratore Medici, ingegneri, commercialisti, avvocati hanno un onorario basato sulle competenze e sulle loro conoscenze, il farmacista invece trae il proprio reddito dal
commercio e non dal suo sapere. E’ evidente che un deciso cambio di rotta sia necessario e che non è più prorogabile il passaggio alla remunerazione dell’atto professionale. Solo così si può giungere ad un equo compenso e spianare la strada a future collaborazioni con altre figure del sistema salute.
Per concludere tutta la Professione deve confrontarsi con una maggior consapevolezza nel Rispetto delle Regole (in campo etico deontologico), aspetto che ha spesso minato il nostro "fare" e la nostra "immagine".
Su questo tema la federazione Conasfa ha organizzato un convegno che vi invito a seguire domani pomeriggio alle ore 14.00 nella sala meeting 4
Ringrazio dell’attenzione e auguro un buon proseguimento dei lavori.
NEWS CONASFA
Farmacista Più - Milano 04/10/2019
" Il Rinascimento della Professione: competenze, funzioni, ruolo, occupazione,
remunerazione, utilità sociale, riconoscimento istituzionale. "
Relazione Presidente Dott.ssa Ballerini Silvera
Campagna Educazionale FLU TRAINING & TEENS - Stagione 2019/2020
Il Farmacista nelle scuola
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ASSEMBLEA NAZIONALE
BOLOGNA 2020
A Bologna l'Assemblea Nazionale
della Federazione CONASFA


Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati.
(Michael Jordan)
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